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mariu

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May 31 13 12:00 PM

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Giovanni Boccaccio e l'arte della narrazione

Progetto RSI, ISI e Città di Lugano per il Settecentesimo della nascita




Segnalo questo bellissimo progetto della Radio svizzera di lingua italiana (RSI) che onora Giovanni Boccaccio con una serie di incontri pubblici iniziati il 28 aprile e che termineranno il prossimo 4 giugno



Ecco la locandina:


Dei tre autori riconosciuti come i fondatori della Tradizione letteraria italiana, Dante, Petrarca e Boccaccio (è Pietro Bembo, nelle Prose della volgar lingua del 1525, a stabilire che con le loro opere in volgare sono i modelli assoluti), Giovanni Boccaccio è quello al quale si deve la paternità del genere della novella. Ammiratore di Dante, amico del più anziano Petrarca, Boccaccio rielabora in maniera originale le letture dei testi della letteratura cortese e romanzesca di Francia, dell'anonimo Novellino, e dei classici latini. Ma soprattutto riesce a riassumere in sé e nella sua principale opera, il Decameron, il passaggio da una società medievale alla civiltà dei comuni, con i suoi nuovi valori e le sue nuove componenti sociali. Con il Decameron - la cui stesura risale agli anni 1349-1353, subito dopo la famosa peste del '48 - vengono raccontati i personaggi della società contemporanea e le loro vicende quotidiane, e vien dato spazio ad argomenti alti e bassi superando ogni barriera tematica. Prende il via, insomma, la rappresentazione narrativa realistica, che grazie a Boccaccio viene accolta a pieno titolo e come espressione di letteratura "alta", esattamente come già succedeva alla poesia.

Il settimo centenario della nascita, che cade quest'estate, offre l'occasione per approfondire la portata, l'incisività del capolavoro di Boccaccio nella Storia della letteratura, della lingua e della civiltà italiane. Anche la Rete Due della RSI, insieme all'ISI, Istituto di studi italiani dell'Università della Svizzera italiana diretto dal prof. Carlo Ossola, sottolinea l'anniversario con un progetto voluto dalla Direzione della RSI e pensato per mettere a fuoco vari aspetti: dai grandi temi che sottendono l'opera (primo tra tutti, la visione della donna) all'architettura del Decameron, dalla costruzione delle novelle agli argomenti delle giornate.
Protagonisti diretti dell'operazione sono i docenti dell'ISI, capitanati dal prof. Corrado Bologna, e i dieci scrittori che per farci comprendere quanto sia presente nella produzione contemporanea, hanno accolto la proposta di riscrivere a modo loro una novella. Sono Gianni Celati, Michele Mari, Andrea Bajani, Ermanno Cavazzoni, Giovanni Orelli, Marcello Fois, Laura Pariani, Marco Lodoli, Margherita Oggero e Marta Morazzoni. Accompagnati da docenti e studenti della Scuola Universitaria di Musica del Conservatorio della Svizzera italiana e dall'attore Augusto di Bono per la lettura delle parti originali, incontro dopo incontro, sveleranno l'intensità della scrittura di Boccaccio e l'attualità del suo messaggio. A dispetto di chi crede che degli autori più lontani nel tempo si possa fare a meno.

Maria Grazia Rabiolo

L'iniziativa Giovanni Boccaccio e l'arte della narrazione rientra nelle manifestazioni volute dal Comitato "VII Centenario della nascita di Giovanni Boccaccio", che comprende: Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, Regione Toscana, Università di Firenze, Comune di Certaldo, Comune di Firenze.





In fiduciosa  attesa che la Rai si accorga di questo evento e che i suoi piu' colti Direttori, Marino Sinibaldi (Radio3) o Roberto Quintini (WR6) restituiscano ai loro fedeli il piacere di riascoltare integralmente la memorabile opera di Alberto Asor Rosa e Adolfo Moriconi, Leggere il Decamerone!

Qui un articolo di Repubblica che illustra l'iniziativa realizzata dalla Sede Rai di Firenze  nel 1990

mariu


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enzo50

primo sguardo

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Jun 19 13 4:08 PM

Salve,
sono un preside lucano, in pensione da un paio d'anni. Mentre mi complimento per il vostro lavoro certosino, mi associo alla vostra doglianza a proposito della latitanza della Rai su Boccaccio.
La bella iniziativa boccacciana di RSI non mi era sfuggita e ho provato a segnalarla ad una mia amica docente di Italiano nel Liceo Classico di Potenza.
In mancanza di nuove produzioni almeno Rai si convinca a rendere disponibile integralmente il ciclo di Asor Rosa del 1990.
Vi saluto,
Sebastiano

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