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Nov 7 14 11:48 PM

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Ho aggiornato la collezione, ecco i contenuti caricati in http://bit.ly/audiotecateatrale2013


*  17/01/2013  Buon compleanno, Stanislavskij       (podcast)

 

Ricorre in questo 2013 il centocinquantesimo anniversario della nascita di Konstantin Sergeevic Alekseev, che con lo pseudonimo di Stanislavskij, preso in prestito dal vero nome di un attore russo visto in gioventù, diverrà uno dei punti di riferimento di tutto il pensiero teatrale dalla fine dell'Ottocento a oggi. I suoi trattati sulla recitazione e sulla ricerca di una chiave tutta interiore e personale di approccio al personaggio hanno formato intere generazioni di interpreti e dato vita a scuole prestigiose, non ultima l'Actor's Studios di New York dalla quale sono usciti tutti i mostri sacri del cinema americano, da Marlon Brando ad Al Pacino, da Marylin Monroe a Dustin Hoffman. Ma in Italia il nome del grande regista e teorico russo è stato per troppi anni inchiodato all'etichetta del realismo scenico, e si pensa a lui soltanto come  maestro della ricostruzione verosimile di ambienti e profili psicologici, mentre lo stesso Stanislavskij percorse strade diverse, inserendo elementi simbolistici in alcuni spettacoli e confrontandosi apertamente con i suoi allievi, soprattuto con Majerchol'd, che intraprendevano vie del tutto antinaturalistiche. Ne parliamo con uno dei più importanti studiosi di questa figura, Edoardo Alfredo Bellingeri, docente di Storia del Teatro all'Univeristà di Roma 2
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-4daf4225-1a61-465c-a635-62f12ceeba4a.html


*  24/01/2013  Stanislavskij & Co  (ricodificato)

Negli anni a cavallo della rivoluzione d'ottobre intorno al grande regista si  muovono figure di artisti straordinari, Mejerchol'd, Vera Komisarzevskaja, Alexander Golovin e molti altri


Gli anni a cavallo della rivoluzione di ottobre, tra la fine del secolo e i primi del Novecento sono in Russia un periodo di straordinaria fioritura artistica, in cui nascono e si sviluppano tendenze della ricerca teatrale ancor oggi fondamentali. Tutto ruota intorno al grande maestro Konstantin Stanislavskij, di cui ricorre quest'anno il 150 anniversario della nascita. Ma intorno a lui sono molti gli artisti geniali e innovativi che sviluppano altre linee di ricerca, spesso in contrasto con il pensiero di questa importante figura. A partire dal suo allievo Vsevolod Mejerchol'd, che inizierà a recitare con lui e poi diventerà regista in proprio svluppando la sua ricerca intorno al movimento dell'attore e a quella che lui stesso definirà "biomeccanica". Accanto a lui la grande attrice Vera Komisarzevskaja che per prima interpreterà il ruolo di Nina nel Gabbiano di Checov e che poi si trasferirà a Pietroburgo per fondare un suo teatro invitando proprio Mejerhol'd a farle da regista. C'è poi lo scenografo Alexander Golovin che lavorerà con questi artisti reimpostando il gusto della scena di quegli anni. Per non dimenticare i mille fermenti relativi alla danza che sui palcoscenici dello stato zarista e su quelli rinnovati della nuova confederazione sovietica trsformeranno radicalmente i linguaggi della danza.

A queste qauttro esperienze davvero innovative per la cultura del Novecento la studiosa Donatella Gavrilovich ha dedicato quattro volumi, concentrando in essi anni di ricerche compiute nelle biblioteche e negli archivi russi, attraverso i  quali si può ricostruire quell'avvincente epopea di avventure umane e di espressioni artistiche che prese vita in quegli anni e in quelle terre.

Donatella Gavrilovich


"Vsevolod Mejerchol'd. Le autobiografie inedite. 1906- 1913- 1921"

"Vera Fedorovna Komisarzevskaja. Una donna 'senza compromesso'"

"Nel segno del colore e del corpo. Il regista-scenografo Alexander Golovin. Sperimentazione e riforma nella scena russa dal 1878 al 1917"

"Le arti e la danza. I coreografi russi e sovietici tra riforma e rivoluzione"

I quattro volumi sono editi da Universitalia.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-a323d38a-3f91-43a7-b295-8e56a53d2c4d.html
http://www.rai.it/dl/audio/1359376422103Stanislavskij___Co2013_01_24.ram

rtsp://mm6.rai.it/radiofonia/radio3/napoli/ilteatrodiradio3/2013/ilteatrodiradiotre2013_01_24.ra


*  31/01/2013  Un doppio senza maschera (ricodificato)

Opera davvero straordinaria e ancor oggi sorprendente I due gemelli veneziani occupano nella produzione  di Goldoni un posto particolare. Il grande drammaturgo  conduce nella seconda metà del Settecento la sua battaglia per rinnovare la scena, cercando, in maniera graduale, di eliminare le vecchie maschere della Commedia dell'Arte, trasformandole lentamente in personaggi più concreti e reali, e scrivendo le parti per tutti gli attori anzichè lasciarle a una sempre più prevedibile e frusta improvvisazione. In questo testo quello che è evidentemente un Pantalone ha cambiato nome e non ha più maschera, ma si sdoppia in due, incarnandosi  nei fratelli Tonino e Zanetto che si rincorrono per la città senza mai incontrarsi.

Riprendiamo l'edizione insuperabile interpretata da Alberto Lionello in teatro con la regia di Squarzina nel 1963 e successivamente ripresa in televisione e alla radio, ricorrendo ai preziosi materiali dei nostri archivi.

Ci guida con le sue considerazioni sui temi del mascheramento, dell'inganno e delle forme teatrali che si muovono intorno a queste dimensioni, uno dei maggiori studiosi della scrittura goldoniana, Carmelo Alberti.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-19786ecc-a984-4ba0-b5e5-f9c7b9e74ccc.html
http://www.rai.it/dl/audio/1359709865266Un_doppio_senza_maschera2013_01_31.ram

*   21/02/2013  Massimo Castri - Madame de Sade  (podcast)

*   28/02/2013 Regina Bianchi, nata in scena  (ricodificato)

Frammenti dai nostri archivi e una biografia scritta da Maricla Boggio

E' una delle grandi figure del teatro italiano e si è confrontata (anche ai nostri microfoni) con scritture diverse, da Bontempelli a Miller o a Goldoni. Ma certo la sua fama è dovuta alle grandi figure del teatro napoletano da lei interpretate, a partire da Filumena Marturano di Eduardo, affrontata su esplicita richiesta di colei che aveva portato in scena per la prima volta questa figura femminile, Titina.

Maricla Boggio, autrice teatrale e studiosa, ha raccolto dalla voce dell'attrice il racconto della sua vita e della sua carriera, e ha composto con questo materiale un ricchissimo volume attraverso il quale è possibile non soltanto ricostruire una straordinaria carriera, ma soprattutto comprendere tutta la vitalità e la genialità del teatro napoletano nel periodo che va dal primo dopoguerra al secondo conflitto e alla nascita della Repubblica, con commedie sempre attente alle vicende della società e soprattutto alle speranze e ai destini dei più poveri e degli infelici. Regina Bianchi è stata infatti protagonista sia del teatro di Raffaele Viviani che di quello di Eduardo, registrando così il passaggio dalla drammaturgia e dalla lingua profondamente popolare del primo agli ambienti più piccolo borghesi e con un dialetto più stemperato descritti dal secondo. Ma il volume mette in luce anche il profilo umano di questa grande interprete, capace di lasciare le scene per diversi anni, decisa a dedicarsi esclusivamente alle sue due figlie. Forse proprio per questo amore materno incondizionato De Filippo deciderà di affidarle il ruolo di un'altra madre altrettanto tenace, Filumena.

Maricla Boggio "Vita di Regina. Regina Bianchi si racconta" Rai Eri 2012
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-30803922-80b3-45d4-8b8b-ae3498da92e2.html
http://www.rai.it/dl/audio/1362134329555Regina_Bianchi__nata_in_scena2013_02_28.ram

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*  14/03/2013  Riscrivere il mito (podcast)

Le grandi figure della tragedia classica e della mitologia osservate nelle loro infinite sfaccettature. Ci provano Stefano Bartezzaghi, Monica Centanni e Daniela Sacco componendo alcuni testi dedicati ad Elena, ad Antigone, a Ulisse, a Edipo, ad Arianna e ad Antinoo

Raccolti in un volume alcuni testi che tentano di ridefinire il profilo di alcune figure della tragedia classica o della mitologia, nel tentativo di comporre le tante sfaccettature di questi personaggi, tenendo conto delle tante stratificazioni che nel tempo si sono sovrapposte alla traccia originale. Lo storico della lingua ed esperto di enigmistica Stefano Bartezzaghi rielabora il mito di Edipo nel suo Il teatro della Sfinge, attratto dall'enigma che il personaggio deve risolvere, ma anche dai tanti interrogatrivi che gli si pongono davanti nel corso della sua esperienza. Monica Centanni, che insegna Archeologia e Tradizione Classica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha composto  invece  Nostos, o il ritorno di Ulisse, e poi insieme a Daniela Sacco, responsabile del progetto  sulle variazioni del mito che si è tenuto allo Iuav e dal quale sono nati questi testi,  ha scritto Arianna o il labirinto  e Memorie di Antinoo, mentre dalla sola mano di Daniela Sacco esce Antigone, nozze di morte.

Sono tutti testi composti giustapponendo frammenti dei tanti autori, drammaturghi, scrittori, filosofi, che nel tempo si sono interrogati su queste figure, cercando di capirne gli aspetti più reconditi, di fornire un'altra angolatura di sguardo, di comprendere affondo le tante complesse linee che la scrittura degli autori classici nasconde, o che il tempo ha provevduto ad appannare o a farci osservare in maniera distorta. Tutto questo lavoro si fonde in una scrittura fluida che ha già trovato il suo esito in palcoscenico, grazie all collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto.

Abbiamo affidato alcuni brani di questi testi all'interpretazione di Corinna Lo Castro

Stefano Bartezzaghi, Monica Centanni, Daniela Sacco "Il teatro della Sfinge e altri mitodrammi"  Cafoscarina, Venezia , 2012
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-1f19d66a-bdd5-4713-a710-b318b2b98fde.html


*  28/03/2013  La tragedia greca  Edipo re di Sofocle    (podcast)

Iniziamo un viaggio attraverso le vicende di Edipo e della sua famiglia, partendo dall' Edipo re di Sofocle, con le voci dei grandi interpreti conservate nei nostri archivi


Ripercorriamo le vicende di una famiglia che ha segnato la storia del pensiero, della cultura e del teatro. La genealogia è quella dei Labdacidi, e la storia inizia dal momento in cui Laio e Giocasta generano Edipo. Colpito dalla predizione che avrebbe ucciso il padre e generato figli con la madre, il giovane fugge incontrando tragicamente proprio quel destino al quale cercava di sottrarsi. Ma anche la sua discendenza sarà segnata dalla maledizione, i figli Eteocle e Polinice si scontreranno per il governo della città, la sorella Antigone tenterà di seppellire il corpo del fratello Polinice, rifiutando di osservare la legge che vietava la tumulazione di chiunque si fosse mosso in armi contro la città, insensibile anche  al parere della sorella Ismene

Per ricostruire tutta la vicenda è necessario mettere in fila alcuni titoli della tragedia classica: Edipo Re di Sofocle, con la scoperta dell'incesto e del parricidio, Edipo a Colono, dello stesso autore,con la fuga del vecchio monarca cieco in cerca di una terra che lo accolga, Le Fenicie diEuripide, in cui Giocasta tenta una rappacificazione tra i suoi due figli,  I sette contro Tebe di Eschilo, con lo scontro tra i due pretendenti al governo della città, Antigone, di Sofocle con il rifiuto della ragazza di accettare la legge che le impedisce di seppellire il fratello morto.

Per compiere questo itinerario utilizzeremo brani di opere tratte dai nostri archivi, con le voci dei più grandi attori della scena italiana dagli anni Cinquanta a oggi. Ci guideranno in questa ricognizione i migliori studiosi del settore.

Partiamo quindi da Edipo Re con le voci di Vittorio Gassman, Renzo Giovampietro, Tino Carraro e Giancarlo Sbragia. Ci intruduce alle tante direttrici dell'opera Guido Paduano, che ha  tradotto e approfondito a lungo la conoscenza di quest'opera.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-b78f646b-d358-40a0-9ca6-101c227b0f61.html

*   04/04/2013  La tragedia greca    Edipo a Colono di Sofocle  (podcast)

Proseguiamo la nostra ricostruzione delle vicende di Edipo. Il vecchio re di Tebe, accecatosi dopo la scoperta del parricidio e dell'incesto involontario compiuto con la madre, viene scacciato dalla città e raggiunge Colono, accompagnato dalla figlia Antigone e ospitato dal pietoso Teseo. Edipo a Colono è' l'ultima opera scritta da Sofocle, e non a caso è ambientata proprio in quel sobborgo di Atene in cui il drammaturgo era nato, e al quale dedica versi in cui ne decanta la bellezza. E' uno sguardo consapevole e acuto sulla vecchiaia, e, inoltre, l'autore fa ritrovare in questa tragedia i personaggi che lo avevano reso celebre, Edipo e Antigone, descrivendo il frammento intermendio della storia, ovvero l'esilio del monarca e il colloquio con il figlio Eteocle, promogenito, spodestato dal fratello minore Polinice, che espone al padre la sua decisione di assaltare in armi la città per riprendersi il potere, con sette eserciti che assedieranno le sette porte del centro abitato. Edipo predice la morte di entrambe i figli, ed esce di scena per spirare.

Anche in questo secondo capitolo della storia di Edipo ci accompagna il grecista Guido Paduano, collegando i frammenti del nostro archivio. (nella foto un particolare del gruppo marmoreo Edipo a Colono di  Jean-Baptiste Hugues)
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-40d185e8-f626-4e74-bbb1-4428a26929a1.html


*   11/04/2013  La tragedia greca    (podcast)
Le Fenicie - Sette contro Tebe di Euripide - Antigone di Sofocle

Il tentativo della madre di evitare lo scontro tra i figli ne Le fenicie di Euripide, e poi la battaglia in cui muoiono entrambi, nei Sette contro Tebe, di Eschilo, e infine l'Antigone di Sofocle in cui la sorella, sfidando la legge, seppellisce il corpo del fratello che ha assaltato la città.


Proseguiamo nel racconto delle vicende della famiglia dei Labdacidi, con Le fenicie di Euripide in cui Giocasta (che in questa versione non è morta) compie il tentativo di mettere pace fra i suoi due figli, Eteocle che si è insediato sul trono di Tebe, e Polinice che rivendica quel potere e che minaccia di muovere in armi contro la città. Ma le parole della madre non sortiranno alcun effetto, e i due si scontreranno morendo entrambi, l'uno per mano dell'altro. Antigone annuncerà il suo proposito di dare sepoltura, contro la legge, al fratello che ha assalito in armi la sua patria. Nei Sette contro Tebe di Eschilo le sette porte della città vengono assediate da altrettante formazioni, capeggiate da Polinice, fino al duello diretto tra i due fratelli che li porterà entrambi alla morte. Nell'Antigone di Sofocle la sorella procede al rito di sepoltura di Polinice, e per questo viene condannata a morte dall reggente Creonte.

Antigone di Sofocle è una delle opere più note del teatro di tutti i tempi, e ha sollecitato la riflessione di filosofi, politologi, sociologi e pensatori di vario tipo, e la sua storia è stata spesso accostata ad accadimenti recenti, dalle bande armate degli anni Settanta alle questioni relative al diritto di nuovi soggetti sociali. Noi ripercorreremo tutte queste vicende insieme alla grecista Anna Beltrametti che ha anche tradotto quest'opera per il prossimo allestimento al Teatro Greco di Siracusa a maggio per la regia di Cristina Pezzoli.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-809859ff-6326-4afb-81cd-a149bed26707.html


*   18/04/2013  La tragedia greca    (podcast)
Agamennone di Eschilo e Ifigenia in Aulide di Euripide

Un'altra famiglia il cui destino è carico di lutti e sangue. Nell'Agamennone di Eschilo e nell'Ifigenia in Aulide di Euripide il padre sacrifica la figlia per propiziarsi gli dei e partire con venti favorevoli alla conquista di Troia. La moglie  Clitennestra lo ucciderà per questo al suo ritorno alleandosi al fratello Egisto.


Iniziamo ad analizzare la storia sanguinosa di un'altra famiglia le cui vicende sono narrate da diverse opere di tragediografi greci del quinto secolo avanti Cristo. Si tratta degli Atridi, e nelle prime opere che affronteremo, Agamennone di Eschilo e Ifigenia in Aulide di Euripide viene descritto il sacrificio compiuto dal re di Argo che immola la figlia per ottenere dagli dei un vento favorevole che porti le sue navi alla conquista di Troia. Da questo primo fatto di sangue ne scaturiscono altri non meno dolorosi, e tutti all'interno di quel nucleo di consanguinei. Clitennestra aspetterà il marito al ritorno dall'impresa bellica per ucciderlo, alleandosi al fratellastro di questi, Egisto, ma successivamente saranno i figli Oreste ed Elettra ad assassinare la madre per vendicare la morte del genitore. Quali temi erano i più scottanti per il teatro greco di quegli anni? Certo la guerra di Troia rimane lo sfondo epico e mitico per eccellenza, a qui il nucleo centrale resta quello delle responsabilità del legame di sangue, delle conseguenze di un acacdimanto che si ripercuote su tutta la discendenza. Ci accompagna  nell'analisi di queste opere Salvatore Nicosia, docente di lingua e letteratura greca all'Università di Palermo.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-223947db-27f6-4cd1-b70b-d2a0ec0e3ffb.html


*  25/04/2013  L'istruttoria  (podcast)

di Peter Weiss con le voci di Giancarlo Sbragia, Milly, Edda Alberini, Bob Marchese.


L'istruttoria di Peter Weiss è uno dei massimi esempi di teatro civile e di denuncia.  Ne riprendiamo un'edizone radiofonica del 1972 con la regia di Virginio Puecher con Milly, Giancarlo Sbragia, Edda Albertini, Bob Marchese.

Al suo debutto, nel 1965 L'istruttoria  fu presentato in contemporanea in quattordici teatri della Germania dell' Est e dell'Ovest, e suscitò un immediato clamore,  portando sulla scena momenti, dialoghi, personaggi e suituazioni del lungo processo che si stava svolgendo da anni per i crimini compiuto ad Auschwitz nelle aule del tribunale di Francoforte . Ma la denuncia che emergeva da questo testo non era limitata alle responsabilità degli individui o alle folli strategie del Nazionalsocialismo. L'autore intendeva porre l'indice contro tutto il sistema capitalistico che aveva appoggiato il nazismo e sotenuto la creazione dei campi di concentramento.

La stessa famiglia dello scrittore, ebrea di origine ungerese, era stata costretta aad abbandonare la Germania per sfuggire ai rastrellamenti e a muoversi per l'Europa. Nel corso di questi spostamenti e dei soggiorni a Londra, a Praga e in altre città  Weiss approfondirà la sua passione per l'arte  e la letteratura, stringendo amicizia con altri intellettuali come Herman Hesse.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-010ca78f-15b7-465b-a795-8f3ab68bbdfb.html


*  09/05/2013  La tragedia greca  Elettra di Sofocle (podcast)

Elettra arma la mano del fratello Oreste per uccidere la madre Clitennestra che aveva assassinato il padre Agamennone


Proseguiamo nel racconto delle vicende insanguinate degli Atridi. Elettra è al centro di due tragedie a lei intitolate, scritte da Sofocle e da Euripide. Elettra ha vissuto nella reggia con la madre Clitennestra e il suo nuovo sposo Egisto, dopo che la stessa regina aveva assassinato il consorte Agamennone per vendicare la morte della figlia Ifigenia, uccisa per placare gli dei e consentire alle navi che dovevano muoversi verso Troia di avere un vento favorevole.

Entra nella tragedia anche il fratello Oreste che arriva da lontano, sarà sua la mano che compirà l'ennesimo fatto di sangue di questa vera e propria carneficina familiare. I temi della colpa e dell'espiazione, del legame di sangue e della giustizia, della vendetta e del sentimento fraterno, sono molte le direttrici che si intrecciano in queste tracce mitiche.

Riascoltiamo un'edizione tratta dai nostri archivi della versione di Sofocle con la regia di Giorgio Strehler e con Lilla Brignone nei panni della protagonista, registrata nel 1951. Ci aiuta nel dipanare la complessa matassa del racconto e delle tante interpretazioni possibili il grecista Guido Avezzù.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-4a06ae41-bddc-42ce-810b-7717f9085aff.html

*  16/05/2013 - Archivio teatrale - Le coefore di Eschilo con Vittorio Gassman (podcast)

"Le coefore" di Eschilo sono un'altra versione del racconto della vendetta compiuta da Oreste, sollecitato dalla sorella Elettra, nei confronti della madre Clitennestra e del suo nuovo marito Egisto. I due avevano ucciso il padre dei due ragazzi, Agamennone, per vendicare a loro volta il sacrificio di un'altra figlia, Ifigenia, la cui vita era stata offerta agli dei affinchè suscitassero un vento propizio per salpare alla conquista di Troia.

Ascoltiamo alcuni frammenti dell'opera in un nostro raro reperto d'archivio con Vittorio Gassman e Olga Villi diretti dallo stesso Gassman e da Luciano Lucignani, nella asciutta ed energica traduzione di Pier Paolo Pasolini.

Ci conduce attraverso la scoperta di quest'opera il grecista Guido Avezzù.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-e8fa7f09-3803-4f02-83e1-42cf1caa53c4.html

*  06/06/2013  La tragedia greca  Le Eumenidi di Eschilo (podcast)

con Vittorio Gassman nella storica traduzione di Pasolini. Un'opera che indica, attraverso il mito, il passaggio dalla civiltà arcaica alla democrazia ateniese.

Proseguiamo a narrare le vicende della famiglia dei Labdacidi, arrivando al punto in cui Oreste è inseguito dalle Furie per aver ucciso la madre Clitennestra. Riprendiamo il racconto che di questo episodio mitico fa Eschilo ne Le Eumenidi in cui il giovane braccato dalle potenze sotterranee, che vogliono rendere giustizia di quel matricidio, sostenuto da Apollo  che lo aveva spinto a compiere il gesto sanguinoso, si rifuggia nel tempio di Atena, nella città che porta il nome della dea. Sarà la stessa dea a istituire un vero e proprio processo in cui spetterà agli uomini stabilire se Oreste debba pagare per la sua colpa. Si può quindi rintracciare in questa tragedia il passaggio da una società arcaica ad una nuova organizzazione sociale in cui il giudizio e l'eventuale condanna di un essere umano può essere stabilita soltanto da suoi consimili e non da astratte divinità superiori. Eschilo  sostiene quindi le svolte politiche e istituzionali dell'Atene democratica, e Pasolini resterà molto colpito da questa vicenda e dalle teorie politiche che la situazione scenica sottende. Ripeschiamo nei nostri archivi la preziosa registrazione dell'edizione delle Eumenidi realizzata a Siracusa con la traduzione di Pasolini, l'interpretazione di Vittorio Gassman e la regia dello stesso Gassman e di Luciano Lucignani. Proprio a partire da questo lavoro di traduzione, molto contestato dai filologi, Pasolini deciderà di realizzare il filmato "Appunti per un'Orestiade africana", se pur riuscendo a girare in Uganda e Tanzania soltanto una decina di anni dopo  lo spettacolo siracusano. In questo che lui stesso definiva "un film su un film da farsi", quindi a metà tra documentario e narrazione, lo scrittore e cineasta sposta la riflessione eschilea in un territorio ancora dominato da un'organizzazione arcaica della società, ma proteso verso la democrazia, grazie anche ad alcuni giovani gruppi di attivisti, e tentata dalla società dei consumi occidentale.

Ci muoviamo intorno a tutte queste tracce insieme a Monica Centanni, docente di Archeologia  e tradizione classica allo Iuav di Venezia.
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-1465e175-249e-4685-9373-25ff7455a982.html


*  13/06/2013  La tragedia greca  Oreste di Euripide   (podcast)

La follia e allucinazioni di Oreste nella tragedia di Euripide

Con Euripide la vicenda di Oreste, nella tragedia che porta il suo nome,  si colora di toni psicologici e di scene a effetto dal sapore "pulp". Il giovane matricida è ossessionato dai sensi di colpa e le furie sono sono delle allucinazioni. Un dissesto tutto interiore che ha poco a che fare col divino. Ma poi, non trovando comprensione nello zio Menelao, fratello del padre Agamennone, ed essendo stato condannato dalla città a suicidarsi per estinguere la sua colpa, insieme all'amico Pilade tenta di uccidere Elena, origine di tutti i mali, e minaccia di morte sua figlia Ermione, dando poi fuoco alla reggia, con azioni spettacolari inusuali nel teatro dell'epoca. Solo l'intervento del Deus ex machina Apollo rimette pace assegnando a ciascuno una soluzione incruenta del suo ruolo.

Ascoltiamo una registrazione del 1970 con la regia diOrazio Costa Giovangigli, Gabriele Lavia nel ruolo del protagonista e Ilaria Occhini in quello di Elena. Ci guida nella complessa struttura dell'opera Francesco Donadi, Ordinario di Filogia Classica all'Università di Verona
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-6d6a0ef0-4607-4512-8483-84a8941b01cd.html


*  20/06/2013   Variazioni sulla tragedia greca: "Elettra" di Marguerite Yourcenar  (podcast)

con Laura Betti in un'edizione radiofonica del 1986 per la regia di Luca Coppola

Fra le variazioni e le trascrizioni del mito quelle realizzate da Marguerite Yourcenar hanno una forza e un fascino particolare. Riprendiamo dai nostri archivi un'edizione del 1986 di "Elettra o la caduta delle maschere" con la regia di  Luca Coppola e l'interpretazione di Patrizia Zappa Mulas, Laura Betti, Giancarlo Prati, Mauro Avogadro, Paolo Graziosi e Piero Di Iorio.

La Yourcenar scrive questo testo nel 1944 non tanto, come lei stessa afferma, immaginandone una versione scenica, ma perchè la scrittura drammaturgica le dà la possibilità di disporre la narrazione attraverso i dialoghi, quindi con un andamento più mosso della scrittura letteraria. Sono anni di guerra, le coscienze degli individui sono poste di fronte  a grandi e piccoli dubbi, a un confronto serrato con le proprie coscienze e con quelle degli altri. E sullo sfondo si stagliano le grandi ideologie, le potenze che si reggono su inganni ideologici, su menzogne mascherate da strategie sociali e da riflessioni filosofiche o storiche. La questione posta dalla scrittrice si cala perfettamente in quegli anni: come si può ristrutturare la propria vita quando si scopre che le credenze sulle quali questa era stata costruita sono false?

Anche in questa versione si segue la trama tradizionale, con il fratello di Elettra, Oreste, che deve uccidere la madre Clitennestra, colpevole di aver assassinato il padre Agamennone sposando poi il fratellastro di questi, Egisto. Ma i due ragazzi scopriranno che Egisto è il vero padre di Oreste, e questa notizia sconvolgerà i loro piani e li porrà davanti a una voragine esistenziale, paralizzando le loro azioni.

Ci aiuta a comprendere la complessa trama di senso di quest'opera Maria Antonietta Vito, che con Domenico Canciani ha curato il volume "Elettre. Letture di un mito" contenente il testo della Yourcenar e alcuni frammenti di Simon Weil dedicati alla stessa figura femminile del mito greco. Il volume è edito da Medusa Edizioni
http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-4dd28792-4f2d-4a4e-8473-953b40ddbcfd.html


 

W la Liberté

Last Edited By: mariu Feb 6 15 9:45 PM. Edited 3 times