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Aug 1 16 3:14 PM

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Archivio storico della Rai 2016 - Cartella

*  05/01/2016  dedicato a Gabor Otvös
Registrazioni del 6 gennaio 1984, dell’11 maggio 1990 e del 22 gennaio 1994
Nato a Budapest, Gabor Ötvös ha studiato musica nella sua città natale e in Italia. Prima di iniziare la sua carriera come Direttore principale dell'Orchestra Sinfonica d’Amburgo nel 1961, ha studiato a Budapest, sua città natale, e in Italia. Nel 1964 ha assunto la cittadinanza tedesca tedesco e, tre anni più tardi, è stato nominato Primo Direttore dell’Opera di Francoforte.
La sua carriera internazionale lo vede debuttare in America nel 1969, alla New York City Opera, e successivamente al Metropolitan (1971) su invito di Rudolf Bing.
Nel 1972 viene nominato Direttore Musicale Generale dell’Opera di Augusta(Augsburg), teatro in cui debutta come regista curando l'allestimento del Ring wagneriano. Nel 1981 viene nominato Direttore Musicale dell’Opera Reale di Copenaghen.
Oggi Gabor Ötvös è anche Direttore Ospite del Teatro Municipale di Santiago del Cile e dell'Opera Australiana.
Gabor Ötvös ha diretto importanti formazioni orchestrali, tra cui la Berlin Philharmonic Orchester, la Vienna Symphony Orchestra, l’Orchestra Filarmonica Nazionale di Budapest, l’Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma, l’Orchestra Filarmonica di Parigi, la Royal Philharmonic Orchestra di Londra, la Toronto Symphony Orchestra e la Sydney Symphony Orchestra.
Ha diretto opere nei principali teatri del mondo, tra cui il Metropolitan di New York, la Berlin State Opera, la Hamburg State Opera, il Teatro Colòn di Buenos Aires, il Teatro dell’Opera di Roma e nei teatri di Venezia, Napoli, Toronto, Melbourne e Sydney.
Nel 2000 gli è stata conferita la Bundesverdienstkreuz, come segno tangibile dell'apprezzamento dello Stato per il suo costante impegno nella diffusione della cultura tedesca nel mondo.
In questa puntata dell'Archivio Storico della Rai a lui dedicato, abbiamo presentato la  Cantata per un nuovo anno op. 144  di Robert Schumann (Orch. Sinf. e Coro di Milano della Rai, reg.  del 6 gennaio 1984), le  Variazioni su un tema di Haydn op.56/a di Johannes Brahms (Orch. Sinf. di Milano della Rai, reg. dell’11 maggio 1990), e Deux portraits di Bela Bartok (Orch. Sinf. di Roma e di Napoli della Rai, reg. del 22 gennaio 1994).
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*  06/01/2016  Ricordo di Pierre Boulez  (podcast)
Pierre Boulez è morto martedì 5 gennaio nella sua casa di a Baden-Baden, in Germania. Boulez aveva 90 anni e si era trasferito nella città termale di Baden-Baden da qualche anno. Era malato da tempo e non aveva potuto presenziare a diverse celebrazioni organizzate per il suo compleanno, lo scorso 26 marzo.

Considerato uno dei più grandi compositori viventi, promotore di diverse innovazioni nella composizione per quanto riguarda durate, dinamiche e timbro, Boulez era nato nel 1925 a Montrbison, una paese dalla Loira, in Francia. Aveva fatto parte di un gruppo di giovanissimi compositori che avevano avuto molto successo nel Dopoguerra rivoluzionando il mondo della musica classica. Nel 1960 raggiunse una grande popolarità come direttore d’orchestra: diresse la Concertgebouw in Amsterdam, la Berlin Philharmonic e la Cleveland Orchestra; fu direttore della BBC Orchestra dal 1971 al 1975 e contemporaneamente direttore della New York Philarmonic Orchestra dal 1971 al 1977. Si dedicò molto a fare conoscere e valorizzare Debussy, Mahler, Stravinsky e Bartók. Il suo stile nella direzione dell’orchestra era unico, non usava mai la bacchetta ma dirigeva usando solo le mani.

Molte delle sue opere erano definite “aperte”, lavori su cui Boulez tornava periodicamente per aggiornarli e introdurvi nuovi effetti e accorgimenti. Quando aveva compiuto 90 anni, il New York Times aveva intervistato diversi compositori e direttori d'orchestra che lo avevano conosciuto per raccontare la sua influenza nella musica contemporanea. Boulez aveva delle posizioni molto nette su molti aspetti del suo lavoro: una delle sue frasi più citate è che un compositore che non conosce la dodecafonia di Schoenberg sia completamente inutile; aveva una pessima idea di Shostakovich e diceva che «bisogna distruggere tutta l’arte del passato».
http://www.radio3suite.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-9b362831-4022-43a4-adbb-0691c829b91b.html

*  12/01/2016  Oleg Kagan  Vassily Lobanov  Registrazioni del 21 aprile 1988
L’archivio storico della Rai ripropone un concerto registrato il 21 aprile 1988 che ha visto protagonista , uno dei più importanti violinisti russi della seconda metà del ventesimo secolo.
Nel corso di questo concerto Kagan, affiancato dal pianista Vassili Lobanov, ha eseguito tre Sonate:  la n.5 in fa maggiore op.24 di Beethoven, la n.3 in re minore op.108 di Brahms e la Sonata op.134 di Sostakovic.
Conosciuto per le sue collaborazioni con Sviatoslav Richter, oltre che per la sua attività di musica da camera soprattutto con  artisti sovietici (Yuri  Bashmet, Elisabeth Leonskaja, Natalia Gutman, Eliso Virsaladze, per citarne alcuni), Oleg Kagan fu stimato dal suo maestro David Oistrakh che per lui organizzò la registrazione di tutti i concerti di Mozart. Anche se nel repertorio di Kagan la musica russa è stata la componente predominante, soprattutto Shostakovich e Schnittke, ha puntato molto, almeno in studio di registrazione, sulla sfera germanica: Mozart, Beethoven, Schubert, Mendelssohn e Brahms.
Kagan, nato nella città sovietica orientale di Sakhalin il 22 novembre 1946 da un medico con la passione per la musica, crebbe a Riga studiando dapprima con Joachim Braun al conservatorio locale, poi con Boris Kuznetsov, che lo avrebbe in seguito portato a Mosca.
Vincitore del primo premio al Concorso Sibelius 1965 e del secondo premio del Tchaikovskij 1969, dopo la morte di Kuznetsov Kagan inizia gli studi con David Oistrakh e ben presto si trova in una cerchia di amici tra i quali Sviatoslav Richter, con il quale collaborerà in numerosi concerti.
Nel corso degli anni 1970 e 1980 la reputazione di Kagan cresce e lo porta ad estendere il suo repertorio fino ad includere Messiaen (Quartetto per la fine dei tempi), Ravel (Duo Sonata per violino e violoncello), Sofia Gubaidulina (Rallegratevi!), e lavori della Seconda Scuola Viennese.
All'apice della sua carriera, nel 1989 si ammala gravemente e dopo aver dato due concerti mozartiani a Kreuth am Tegernsee, Baviera, muore il 15 luglio 1990.
http://www.radio3suite.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-57de6164-27a9-4980-a3f5-f70c2fb2168c.html

* 13/01/2016  Omaggio a Pierre Boulez
con Mario Messinis e Paolo Petazzi
Pierre Boulez è morto martedì 5 gennaio nella sua casa di a Baden-Baden, in Germania. Boulez aveva 90 anni e si era trasferito nella città termale di Baden-Baden da qualche anno. Era malato da tempo e non aveva potuto presenziare a diverse celebrazioni organizzate per il suo compleanno, lo scorso 26 marzo.
Considerato uno dei più grandi compositori viventi, promotore di diverse innovazioni nella composizione per quanto riguarda durate, dinamiche e timbro, Boulez era nato nel 1925 a Montrbison, una paese dalla Loira, in Francia. Aveva fatto parte di un gruppo di giovanissimi compositori che avevano avuto molto successo nel Dopoguerra rivoluzionando il mondo della musica classica. Nel 1960 raggiunse una grande popolarità come direttore d’orchestra: diresse la Concertgebouw in Amsterdam, la Berlin Philharmonic e la Cleveland Orchestra; fu direttore della BBC Orchestra dal 1971 al 1975 e contemporaneamente direttore della New York Philarmonic Orchestra dal 1971 al 1977. Si dedicò molto a fare conoscere e valorizzare Debussy, Mahler, Stravinsky e Bartók. Il suo stile nella direzione dell’orchestra era unico, non usava mai la bacchetta ma dirigeva usando solo le mani.
Molte delle sue opere erano definite “aperte”, lavori su cui Boulez tornava periodicamente per aggiornarli e introdurvi nuovi effetti e accorgimenti. Quando aveva compiuto 90 anni, il New York Times aveva intervistato diversi compositori e direttori d'orchestra che lo avevano conosciuto per raccontare la sua influenza nella musica contemporanea. Boulez aveva delle posizioni molto nette su molti aspetti del suo lavoro: una delle sue frasi più citate è che un compositore che non conosce la dodecafonia di Schoenberg sia completamente inutile; aveva una pessima idea di Shostakovich e diceva che «bisogna distruggere tutta l’arte del passato».
http://www.radio3suite.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-7339bff7-0b40-4965-afca-36057b47dae7.html

* 19/01/2016  Omaggio a Pierre Boulez 1
In omaggio al compositore e direttore francese, primo dei due appuntamenti a lui dedicati che testimoniano la sua presenza con le orchestre della Rai.
Oggi replichiamo un concerto da lui diretto e registrato il 27 febbraio 1965 all’Auditorium del Foro Italico di Roma che presentava tre movimenti dal “Pli selon pli de Mallarmé” dello stesso Boulez, i Cinque Pezzi op.16 di Arnold Schönberg e Le chant du rossignol di Igor Stravinskij
http://www.radio3suite.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-01efb330-36cd-4a84-b15b-16fb07593c25.html

* 26/01/2016 dedicato a Pierre Boulez 2
secondo appuntamento dedicato a Pierre Boulez con la riproposizione di un concerto registato nella Sala Grande del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli il 9 giugno 1959
Nel corso di questo concerto, registrato il 9 giugno 1959 nella Sala Grande del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli, Pierre Boulez, con gli Strumentisti dell’Orch. A. Scarlatti di Napoli della Rai e il baritono Teodoro Rovetta, ha eseguito di Arnold Schönberg: Serenata op.24 , di Bo Nilsson : Gesang von der Zeit (Canto del tempo, 1956) e di Luigi Dallapiccola: Cinque canti su testi vari per baritono e otto strumenti.
http://www.radio3suite.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-0ee8b02f-a781-4311-a8be-53584d1cae11.html

* 02/02/2016 Dedicato al pianista Aldo Ciccolini - 1 puntata - Registrazioni del 1960 e del 1974
L'Archivio storico della Rai di questo mese di febbraio, ogni martdì alle 23, sarà dedicato alla figura di Aldo Ciccolini, il grande pianista italiano.
Morto il 1° febbraio del 2015 nella sua casa di Parigi, dove da anni si era trasferito, Aldo Ciccolini è stato uno dei nostri importanti interpreti, soprattutto degli autori francesi come Erik Satie, Maurice Ravel e Calude Debussy, ma anche di Domenico Scarlatti, Schubert e Liszt e nel novembre del 2014 si cimentò in una grandissima interpretazione dei concerti per pianoforte e orchestra K466 e k488 di Mozart a Torino. In quel concerto sostituì la collega Maria João Pires, regalando un'ultima grande emozione ai suoi ascoltatori.
Nato a Napoli nel 1925, iniziò nel capoluogo partenopeo in suoi studi diplomandosi al conservatorio nel 1947 e imponendosi due anni al primo grande concorso pianistico, il Marguerite Long-Jacques Thibaud di Parigi, dove da allora decide di abitare ottenendo nel 1971 la cittadinanza francese. Il grande esordio sulla scene pianistica internazionale arriva nel 1950, a New York, con la direzione di Dimitri Mitropoulos. Negli anni suonerà però con tutti i più importanti direttori d'orchestra: Wilhelm Furtwängler, Lorin Maazel, Carlos Kleiber e George Prêtre.
In questo primo appuntamento Aldo Ciccolini interpreta il Concerto n.5 op.103 di Camille Saint-Saëns, con l'Orchestra Sinfonica di Torino della Rai diretta da Kirill Kondrascin (Registrazione del 17 maggio 1974); e Carnaval di Robert Schumann  (Registrazione del 27  aprile 1960).
http://www.radio3suite.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-f38f7307-9f2f-45b2-967a-6d8688492b3f.html

* 09/02/2016 Dedicato al pianista Aldo Ciccolini - 2 puntata
In questo secondo appuntamento si potrà ascoltare nell'interpretazione di Aldo Ciccolini la Wanderer Phantasie op.15 di Franz Schubert (Registrazione del 27 aprile 1960 ) e il Concerto in do di Nino Rota  con l'Orchestra Sinfonica di Roma della Rai diretta da Gunter Neuhold  (Registrazione del 12 dicembre 1987)
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-1d1feeb3-00ab-4a1d-96a4-ec1275f61f1e.html

* 16/02/2016 Dedicato al pianista Aldo Ciccolini - 3 puntata
Registrazioni del 14 maggio 1962 e del 12 dicembre 1987
In questo terzoappuntamento con il grande Aldo Ciccolini, oggi lo si può ascoltare nella lettura del Primo Libro dei Préludes di Claude Debussy (Registrazione del 14 maggio 1962) e nel Concerto n.3 di Gian Francesco Malipiero con l'Orchestra Sinfonica di Roma della Rai diretta da Gunter Neuhold ( Registrazione del 12 dicembre 1987)
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-885db602-c459-43c5-ab00-6c1a37432f0e.htm

* 23/02/2016 Dedicato al pianista Aldo Ciccolini - 4 puntata
Secondo libro dei Préludes di Claude Debussy registrazione del 14 maggio 1962 e Concerto n.2 op 21 di Chopin Orchestra Sinfonica di Milano della Rai dir. Carl Melles, 1984
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-62efb8b4-e459-49fe-beef-c6b69417e3a0.html

* 1/03/2016  Dedicato a Gioachino Rossini
Ieri, 29 febbraio, è stato il compleanno di Gioachino Rossini ed a lui dedichiamo questa puntata dell'archivio storico della Rai
Il prolungarsi della diretta dal Teatro di San Carlo di Napoli per la Norma di Bellini ha ridotto notevolmente lo spazio del nostro Archivio settimanale riducendo di conseguenza le testimonianze rossiniane tratte dalla nastroteca.
Nel corso della serata abbiamo potuto far ascoltare la Sinfonia del Guglielmo Tell con l' Orchestra Sinfonica di Milano della Rai diretta da Vladimir Delman  (Registrazione dell’8 aprile 1989 ) ; il Choeur des chasseurs democrates e il Chant funèbre à Meyerbeer per voci maschili e percussioni, con il  Coro da camera della Rai e Strumentisti dell’Orchstra Sinfonica di Roma della Rai diretti da Arturo Sacchetti  (Registrazione del 19 maggio 1983) ed infine la  Serenata in mi bemolle maggiore per flauto, oboe, corno inglese e quartetto d’archi, con gli strumentisti dell’Orchestra Sinfonica di Roma della Rai diretti da Marco Guidarini (Registrazione del 2 maggio 1991)
http://www.radio3suite.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-35aaa132-5b6b-4fb4-9561-e7dbc591a21b.html

* 8/03/2016  Un omaggio a Georges Prêtre
Registrazione del 25 ottobre 1971
Il grande direttore d’orchestra francese che quest’anno festeggia 91 anni, 70 di carriera e 50 di sodalizio con i Wiener Symphoniker.
 "Questo è un mestiere che non si impara. O hai il dono o non ce l’hai — assicura George Prêtre, leggendario maestro del podio —. Il direttore d’orchestra è un interprete, un medium. Deve andare oltre la partitura, cogliere quello che sta dietro. Quando salgo su un podio, rivolgo sempre un pensiero a chi ha scritto quella musica. Mi metto in contatto con il suo spirito». Lunedì sera, per il concerto che lo riporterà alla Scala (al piano e sul podio anche Rudolf Buchbinder), le anime buone saranno quelle di Beethoven e Verdi, di Offenbach e Ravel".
Dall’Archivio storico della Rai oggi presentiamo alcuni frammenti di una splendida esecuzione del Rosenkavalier, di Richard Strauss , in una registrazione del 25 ottobre 1971, con l’Orchestra sinfonica e Coro di Roma della Rai e Orchestra A.Scarlatti di Napoli della Rai e, tra gli interpreti, Gundula Janowitz, Brigitte Fassbaender e Ileana Cotrubas
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-5de2cd47-1758-4b51-9ab2-edd4b43800e4.html


* 15/03/2016  Un omaggio a Georges Prêtre 2 (registrazione)
Claude Debussy Prélude à l'Après-midi d'un faune
Orchestra Sinfonica di Roma della Rai
Direttore Georges Prêtre
registrazione del 16 aprile 1988


* 22/03/2016  non trasmesso


* 29/03/2016  Franz Liszt: terza parte da "Christus"  Oratorio  per soli, coro, orchestra e organo
registrazione del 28 novembre 1982

-  L'oratorio per soli, coro, orchestra e organo Christus, composto nl 1866 e al quale l'autore lavorò a più riprese e per un arco di tempo di oltre dieci anni, realizzando una partitura di ampie proporzioni, è divisa in tre parti contenenti ben 14 movimenti o quadri musicali. Una prima esecuzione non completa dell'oratorio. ebbe luogo a Vienna nel 1871, sotto la direzione d'orchestra di Anton Rubinstein, con Bruckner nel ruolo di organista e con il coro del Singverein der Gesellschaft der Musikfreunde. Fu lo stesso Liszt a dirigere in modo organico e completo per la prima volta l'oratorio in una chiesa di Weimar il 29 maggio 1873, alla presenza di un pubblico di eccezione nel quale spiccava il nome di Wagner. Il testo del Christus è opera del musicista, il quale ha attinto direttamente e liberamente alle Sacre Scritture in lingua latina, rispettando il senso religioso e profondamente dottrinale che anima ogni episodio, dove si avverte, a volte in modo possente e incisivo, tra spirito contemplativo e forza rappresentativa, la caratteristica stilistica di questo artista.
La prima parte, intitolata "Oratorio di Natale", presenta nuclei tematici di intonazione gregoriana sin dal preludio, disegnato come un affresco sinfonico dai colori delicatamente evocativi. Dopo l'apparizione di un angelo (soprano) annunciante la venuta di Cristo Redentore seguono il coro festoso del "Gloria in excelsis Deo", il canto orchestrale dei pastori in adorazione e la marcia dei re Magi, ispirata, a detta dello stesso autore, ad alcuni famosi quadri della pittura seicentesca. Uno "Stabat Mater speciosa" espresso da un coro fervidamente religioso conclude il primo "pannello" dell'oratorio.
La seconda parte reca il titolo "Dopo l'Epifania": si apre con le Beatitudini, continua con un grandioso "Pater noster", con un interludio pure sinfonico celebrante la fondazione della Chiesa, passa a descrivere il miracolo della tempesta placata da Cristo e termina con l'osannante saluto al figlio di Dio che entra in Gerusalemme.
L'ultima parte, chiamata "Passione e Resurrezione", viene introdotta dall'orchestra, a commento del "Tristis est anima mea" pronunciata dalla voce di Cristo (baritono). Si ode quindi il poderoso coro a cinque voci sulle parole dello "Stabat Mater", innestato sulla esposizione del mezzosoprano. Seguono man mano l'inno "O filii et filiae", il fugato "Resurrexit" e il massiccio e slanciato "Christus vincit, Christus regnat" dalle robuste risonanze fideistiche di tradizione cattolica.
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-ecc36742-e9c0-4fc2-961a-91bede524409.html
- Franz Liszt: Danza dei Folletti  Simon Barer (Barere), pianoforte

*  05/04/2016  Il Quartetto Brahms - 1 puntata registrazioni del 1971 e del 1973
L'archivio storico della Rai in questo mese di Aprile sarà dedicato ad una delle maggiori compagini cameristiche italiane: il Quartetto Brahms, composto da Montserrat Cervera al violino, Luigi Sagrati alla viola, Marco Scano al violoncello e Piernarciso Masi al pianoforte.
In questo primo appuntamento lo si potrà ascoltare nell'Adagio e Rondò concertante in fa maggiore D 487 di Franz Schubert (Registrazione del 1° febbraio 1973) e nel Quartetto in sol minore op.25 di Johannes Brahms (Registrazione del 15 ottobre 1971)
http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-bd4092b7-7d12-4965-a13b-427532b5b64d.html

* 12/04/2016  Il Quartetto Brahms - 2 puntata (registrazione)
Gabriel Fauré Quartetto in do minore op.15 n.1 reg. 28 gennaio 1975
Robert Schumann Quartetto in  mi bemolle magg. op 47 reg. 9 nvembre 1975

* 19/04/2016  Il Quartetto Brahms - 3 puntata (registrazione)
Johann Christian Bach Quartetto in sol maggiore  reg. 28 gennaio 1975
Carl Maria von Weber Quartetto in si bemolle maggiore op 18 reg. 17/4/1968

* 26/04/2016  Il Quartetto Brahms - 4 puntata (registrazione)
Bohuslav Martinu Quartetto n.1 in do magg reg. 17/4/1968
Aaron Copland Quartetto in do maggiore 15/10/1971

* 03/05/2016  Quintetto Chigiano - Johannes Brahms Quintetto in fa min op 34 per pianoforte e archi (registrazione)
Quintetto Chigiano
Riccardo Brengola, Mario Benvenuti violini, Giovanni Leone viola, Lino Filippini violoncello, Sergio Lorenzi pianoforte  reg. 5/4/1961

*  10/05/2016  Lina Lama e Nino Rota protagonisti di questo concerto registrato il 15 maggio 1975 (scaricato)
L'archivio storico di questa sera presenta un concerto registrato il 15 maggio del 1975 e che ha visto protagonisti Lina Lama, nata a Faenza nel 1922 e morta a Roma nel 2014, accademico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia presso cui ha insegnato fino al 1992, una delle maggiori concertiste di viola del '900, accompagnata al pianoforte da Nino Rota, grande e prolifico compositor ma anche egregio pianista.
Nel corso di questo concerto sono state eseguite tre Sonate per viola e pianoforte: la n.4 op.11 di Paul Hindemith, la Sonata in sol dello stesso Nino Rota e quella in fa minore op.120 n.1 di Johannes Brahms.
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-3f7e8212-ad36-4976-a022-50c912e5368d.html

*  17/05/2016  non trasmesso
*  24/05/2016  non trasmesso

*  31/05/2016  Rodolfo Bonucci (registrazione)
- Fantasia de movimientos mistos per violino e orchestra di Heitor Villa-Lobos - Orchestra Sinfonica della Rai di Roma direttore David Machado 2/3/1988
- Sonata in sol maggiore n.2 op.78 di Johannes Brahms per violino e pianoforte - Pianoforte Enza Ferrari 13/1/1977
- Sonata n.3 op. 27 per violino solo di Eugène Ysaye 13/1/1977

*  07/06/2016  Dedicato a Kurt Masur - 1 puntata
concerto registrato all'Auditorium Rai di Torino il 16 giugno 1978
Morto il 19 dicembre 2015, Kurt Masur era nato il 18 luglio del 1927 in Slesia, a Brieg (l'attuale Brzeg, in Polonia), dopo gli studi a Breslavia si era perfezionato a Lipsia. E lì, per ventisei anni, dal 1970, fu direttore della GewandhausOrchestra. Nell'autunno del 1989, quando il comunismo in Europa dell'Est cominciò, proprio a Lipsia, a dar segni di crisi, il maestro usò la sua fama per fermare le manifestazioni di piazza e impedire un bagno di sangue convocando musicisti, manifestanti e autorità alla Gewandaus per diffondere un messaggio di non violenza, fermamente convinto delle potenza della musica e della sua capacità di conciliazione. Grazie a lui i moti di piazza si trasformarono in protesta pacifica. Esattamente un mese dopo, sarebbe caduto il muro di Berlino. Il suo impegno fu tale che i leader della Germania Est postcomunista pensarono a lui come un presidente. Ma a quel punto era arrivata l'offerta della Filarmonica. Prima di partire, il 3 ottobre 1990, diresse una memorabile Nona di Beethoven per celebrare la riunificazione tedesca.
Dal 1991 al 2002 aveva guidato la New York Philarmonic Orchestra, ormai considerata di prima classe solo nel nome, in decadenza dopo le direzioni di Pierre Boulez e Zubin Mehta che a loro volta avevano raccolto l'eredità di un mostro sacro come Leonard Bernstein. La scelta di Masur rispetto ad altri grandi "bacchette" molto corteggiate all'epoca - fra cui anche Sir Colin Davis e Claudio Abbado - all'inizio fu accolta con scetticismo: la sua carriera si era sviluppata al di là della Cortina di Ferro, non poteva vantare l'appeal necessario per il sofisticato pubblico newyorkese. Lui riuscì a conquistarlo in brevissimo tempo, riconsegnando la New York Philarmonic al prestigio assoluto e internazionale. Un successo durato undici anni, nel nome di Beethoven, Mendelssohn, Brahms, Bruckner, Mahler - gli autori prediletti  -  ma anche con l'impegno di valorizzazione della musica americana. Diresse la Philarmonic in 909 concerti, assunse 42 musicisti, guidò l'orchestra in diciassette tour mondiali, viaggiando in 75 città di trenta paesi, inclusa la Cina, dove con lui la Philarmonic Orchestra si esibì per la prima volta.
A dodici anni dalla "rivoluzione pacifica" di Lipsia, la carriera di Masur tornò a incrociarsi con la Storia. A pochi giorni dall'attentato al World Trade Center, il 20 settembre, il maestro rese omaggio alle vittime dell'11 settembre con una toccante esecuzione del Requiem tedesco di Brahms, sempre convinto della forza salvifica e unificante delle note.
Il concerto che replichiamo questa sera è stato registrato 16 giugno 1978 presso l'Auditorium Rai di Torino - in programma l'Ouverture da Oberon di Carl Maria von Weber, la Sinfonia n.1 in si bemolle maggiore op.38 di Robert Schumann e la  Sinfonia n.8 in fa maggiore op.93 di  Ludwig van Beethoven.
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-c8c1e0c3-e5f9-4d7d-9fea-1ee21380a59e.html


*  14/06/2016  Dedicato a Kurt Masur - 2 puntata
Secondo appuntamento dell’Archivio Storico della Rai dedicato al direttore tedesco Kurt Masur, scomparso il 19 dicembre del 2015. Oggi riproponiamo il concerto da lui diretto con l’Orchestra Sinfonica di Torino della Rai del 25 febbraio 1972. In programma il Concerto brandeburghese n.3 in sol maggiore di Johann Sebastian Bach, il Concerto in sol maggiore K313 per flauto e orchestra di Mozart (con Severino Gazzelloni), le Variazioni e Fuga su un tema di Mozart op.132 di Max Reger e il Till Eulenspiegel di Richard Strauss
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-b5453130-4b09-46ed-b4a9-926d86ce0966.html

*  21/06/2016 non trasmesso

*  28/06/2016    Dedicato a Kurt Masur - 3 puntata (registrazione)
Sinfonia n.3 in fa maggiore op. 90 di Johannes Brahms
Orchestra Sinfonica di Torino della Rai 20 aprile 1973

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