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Sep 27 12 12:54 PM

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Qual è la situazione del radio documentario in Europa? Chi lo fa e chi lo trasmette? Quale formazione ha un autore di documentario in radio e quanto guadagna? E’ un dipendente o un freelance?
Per rispondere a queste e molte altre domande Audiodoc ha realizzato un’indagine conoscitiva sulla situazione dell’audio documentario nelle radio pubbliche in Europa.
Nel corso del 2011 è stato elaborato un questionario poi inviato a 63 redattori radiofonici di 32 diversi paesi europei. Il questionario è strutturato attorno a tre temi principali: le caratteristiche del documentario trasmesso, il modello produttivo adottato, la formazione professionale dell’autore.

Scarica il rapporto finale dell’inchiesta.

I principali risultati della ricerca

L’audio documentario è una realtà tutt'altro che omogenea in Europa. Le differenze più importanti sono legate al sistema produttivo, da cui dipende anche il tipo di rapporto contrattuale dell'autore (dipendente o freelance); all’entità delle risorse investite nella produzione, da cui consegue anche la generosità nella retribuzione all'autore; alla formazione, che è indice sia della qualità ricercata sia dell'attenzione per questa specifica professionalità.

Germania e Gran Bretagna producono da sole il 41% di tutti i documentari trasmessi in Europa in un anno. Altri paesi producono un numero di documentari al di sotto della media europea (che risulta essere di 294 documentari all’anno per paese) ma con un forte investimento finanziario (Finlandia, Norvegia e Paesi Bassi), mentre altri ancora producono e investono pochissimo (Italia). La Gran Bretagna utilizza esclusivamente autori dipendenti dalla radio oppure società di produzione mentre la Germania ricorre nella quasi totalità dei casi ad autori esterni freelance. Sotto questo aspetto, non si può neppure dire che esista un modello scandinavo: in Danimarca quasi tutti gli autori sono interni, in Finlandia quasi tutti freelance, mentre in Norvegia e Svezia le due figure sono numericamente più o meno equivalenti. Nei paesi dell’area mediterranea prevale il modello della produzione interna, ma fa eccezione l’Italia. Anche nei paesi dell’est Europa gli autori sono prevalentemente dipendenti, ma non in Bulgaria (maggioranza freelance) e non in Repubblica Ceca e Slovenia (dipendenti e freelance si equivalgono).
Per quanto riguarda i costi di produzione, si va dalla Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Paesi Bassi e Svizzera, i cui costi sono compresi tra i 100,00 e gli oltre 300,00 euro al minuto, ai paesi in cui un documentario costa tra i 12,00 e i 67,00 euro a minuto: Austria, Bulgaria, Danimarca, Irlanda, Kosovo, Polonia, Romania, Spagna e Ungheria.
Seguono lo stesso andamento le retribuzioni all’autore. Gli estremi sono rappresentati da un lato da Gran Bretagna, Norvegia e Paesi Bassi, dove il compenso previsto è superiore a 90,00 euro al minuto, e dall’altro da Italia, Polonia e Ungheria, dove gli autori guadagnano in media 10,00 euro al minuto.
I documentaristi interni alle radio realizzano in media ciascuno circa 24 documentari in un anno. I freelance non ne realizzano che poco più di due, il che fa supporre che pochi di loro vivano producendo esclusivamente documentari.

La situazione in Italia

Emerge dalla ricerca che l’audio documentario in Italia è un genere trascurato, la situazione degli autori è molto precaria, il loro lavoro sottovalutato e le retribuzioni tra le più basse.
L’Italia è l’unico paese in cui il principale canale per la divulgazione di audio documentario non è la radio pubblica, ma la produzione e la distribuzione indipendente da parte degli stessi autori.

Per rilanciare il radio documentario in Italia, l’associazione Audiodoc propone un forte investimento pubblico nella formazione degli autori, finanziamenti per nuove produzioni attraverso bandi pubblici e, come avviene in Belgio e in altri paesi, con il contributo della Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae).
Audiodoc si rivolge anche alla radio pubblica italiana, chiedendo che assicuri maggiori spazi nel suo palinsesto dedicati all’ascolto del documentario.

Questo, in estrema sintesi, il quadro generale che emerge dalla nostra inchiesta.
Non consideriamo però questa indagine un punto di arrivo, bensì come un primo passo per avviare una riflessione comune attorno al tema del radio documentario in Europa.
Qui sotto trovate uno spazio dove potete pubblicare on line i vostri commenti, riflessioni e osservazioni. Uno spazio aperto a tutti, ma che si rivolge in particolare agli autori freelance. A tutti quelli che come noi si confrontano ogni giorno con le realtà produttive dei diversi paesi europei.
Un forum di discussione dove poter raccontare agli altri e condividere assieme le proprie storie ed esperienze.

Rapporto Indagine sul radio documentario in Europa
Audiodoc

Segnalato da Andrea

mariu